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Napoli

Capoluogo della regione Campania, Napoli è la più grande città del Sud Italia.

Situata lungo la costa, la città partenopea si sviluppa dalle pendici del Vesuvio fino ai Campi Flegrei.

La città storica è andata sviluppandosi preminentemente sulla costa; il primo nucleo della città fu costituito dall'isolotto di Megaride, ove coloni greci diedero avvio al primo emporio commerciale che comportò lo sviluppo della città odierna. Il territorio di Napoli è composto prevalentemente da colline, sulle quali sono nati veri e propri quartieri e/o rioni storici, ma anche da isole, insenature e penisole a strapiombo sul Mar Tirreno.

Pizza, Vesuvio e mandolino: sono le tre famose parole magiche che si associano a Napoli nella mentalità collettiva; forse anche più note dei suoi monumenti e della sua storia. Queste espressioni della napoletanità (tra cui anche il suo territorio e i suoi paesaggi tipici) sono annoverate e riconosciute tra i più classici simboli dell'Italia nell'immaginario collettivo internazionale.

Le tradizioni napoletane sono risapute, celebrate e a volte caricaturizzate in tutto il mondo. Anche Pulcinella, che è una maschera napoletana, fa parte del folklore partenopeo.

Musica, cinema (Toto'), teatro (Eduardo De Filippo) sono antiche e radicate tradizioni della città partenopea.

Napoli è una delle città mondiali a maggior densità di risorse culturali e monumenti che ne testimoniano la sua evoluzione storico-artistica; il centro storico, annoverato dall'Unesco tra i patrimoni dell'umanità, è il risultato di sovrapposizioni di stili architettonici, a racchiudere circa 2.800 anni di storia e a testimonianza delle varie civiltà che vi hanno soggiornato; su un territorio relativamente poco esteso sono presenti, tra gli altri, un grande numero di castelli, residenze reali, palazzi monumentali, chiese storiche e resti dell'età classica. L'eredità di questa storia millenaria si può comunque ammirare anche in tutta la città e nei suoi dintorni.

DA VISITARE:

I castelli:

Carlo I d'Angiò decise di erigere il Castel Nuovo principalmente come sua residenza. La dinastia Aragonese rimaneggiò le sue strutture, ma del nuovo rifacimento nulla rimane, a parte la Cappella di Santa Barbara. Cinque imponenti torri di piperno e tufo ne delimitano le spesse mura; il notevole arco di trionfo in marmo, fra le torri di Mezzo e di Guardia, fu costruito alla metà del Quattrocento da Francesco Laurana e celebra l'entrata di Alfonso I d'Aragona in Napoli il 26 febbraio 1443.

Castel dell'Ovo a funzione prettamente difensiva delle coste cittadine, fu così chiamato perché secondo la leggenda Virgilio nascose nelle sue segrete un uovo, a reggere tutta la struttura dell'edificio che, nel momento in cui fosse stato rotto avrebbe fatto crollare il castello e portato alla distruzione della città. Il castello sorge sull'isolotto di Megaride, dove nel VII secolo a.C. sbarcarono i Cumani che fondarono Parthenope.

Castel Capuano aveva la funzione di proteggere l'entroterra di Napoli e fu costruito nel 1153 da Guglielmo I di Sicilia, come residenza reale normanna.

Castel Sant'Elmo (o Castel Sant'Erasmo) all'epoca chiamato Belforte, è stato sempre un possedimento molto ambito per la sua favorevole posizione in altura che ne assegnava una funzione di controllo della città. Fu edificato sulla cima della collina del Vomero verso il 1275 da Carlo I d'Angiò e ristrutturato tra il 1538 e il 1546 dal viceré Don Pedro de Toledo, assumendo l'attuale pianta a stella.

Il Palazzo Reale si affaccia su Piazza del Plebiscito ed ha le forme tipiche di una reggia europea. Fu costruito a partire dal XVII secolo, e rimase ufficiale residenza reale anche sotto la monarchia sabauda, sino al 1946.

Le chiese

Le prime chiese cristiane, a Napoli, risalgono a poco dopo l'editto di tolleranza costantiniano di Milano del 313. In città vi si trovano differenti tipi di "tracce" paleocristiane.

Tra le più antiche chiese paleocristiane vi è sicuramente la Basilica di San Pietro ad Aram; l'edificio, seppur rimaneggiato secondo altri stilemi, possiede ancora marcate origini paleocristiane, come testimoniato soprattutto dai suoi grandi sotterranei che hanno conservato rigorosamente arte ed architettura paleocristiana.

Molto simile al caso precedente è la Chiesa di San Giorgio Maggiore che possiede al suo interno, un raro esempio di abside antica completa.

Per quanto riguarda le chiese gotiche ricordiamo la Basilica di Santa Chiara che con il suo elegante gotico provenzale e la sua navata lunga circa 130 metri ed alta 45, è la maggiore opera gotica cittadina: al suo interno, inoltre, vi sono vari monumenti sepolcrali di varie dinastie o famiglie nobiliari dell'epoca oltre ad altri riferimenti artistici e/o architettonici.

Altro punto di riferimento è la Chiesa di San Domenico Maggiore, eretta secondo i classici canoni del gotico; venne rimaneggiata nel Rinascimento (a causa soprattutto dei terremoti e incendi che imperversarono in questo periodo), successivamente, fu rimaneggiata anche secondo gli stilemi del Barocco.

Altro esempio gotico è la San Pietro a Majella, la cui struttura ha conservato l'aspetto sfoglio originario, ad eccezione del soffitto barocco.

La Chiesa di San Lorenzo Maggiore, invece, rappresenta una pregevole mescolanza in stile gotico francese con quello francescano; anch'essa, subì poi dei ritocchi barocchi.

Il Rinascimento a Napoli si impose grazie alla presenza di Alfonso d'Aragona, che la trasformò in una delle principali città rinascimentali del tempo. In realtà i legami artistici e culturali con Firenze avevano già prodotto un parziale mutamento nel contesto architettonico della città; lo dimostra soprattutto la Chiesa del Gesù Nuovo che con la sua classica facciata a punta di diamante, rispecchia i primi esempi e/o elementi rinascimentali della città

Le chiese monumentali di Napoli si presentano per lo più sotto una veste barocca, ciò è dovuto grazie alla presenza diretta di Caravaggio; egli provocò uno stravolgimento nel panorama artistico ed architettonico di Napoli, influenzando intere schiere di urbanisti, architetti, pittori napoletani dell'epoca che, di lì a poco, avrebbero trasformato Napoli in una vera e propria città "barocca".

La Certosa di San Martino, il maggiore complesso monumentale e religioso di Napoli, costituisce in assoluto, uno dei maggiori esempi di questa corrente.

Un'altro importante esempio barocco della città e non, è la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro della Cattedrale di Napoli: uno dei gioielli universali dell'arte, ricca di marmi, affreschi, dipinti e altre opere d'arte dei migliori artisti dell'epoca è sicuramente uno dei monumenti più importanti del barocco napoletano seicentesco, per l'insieme di decorazioni che videro la partecipazione di artisti di eccezionale levatura.

Tra le più "recenti" chiese monumentali della città, vi sono quelle partorite dal neoclassicismo, La maggiore opera inerente a questo periodo, nonché uno dei monumenti più celebri della città è la Basilica di San Francesco di Paola realizzata da Pietro Bianchi, il quale mostrò nella realizzazione della nuova chiesa grandi qualità ingegneristiche, attestate dalla solidità dell'opera e dall'intelligenza delle soluzioni tecniche.

Da menzionare anche i monasteri napoletani ed altri complessi monumentali religiosi (come ad esempio il complesso di San Gaudioso), che, molto spesso, hanno custodito varie informazioni essenziali circa la storia di Napoli e dell'Italia meridionale; oggi, al pari delle basiliche e delle chiese, costituiscono validi esempi architettonici ed artistici.

Le fontane

Le fontane di Napoli venivano costruite anzitutto allo scopo di distribuire le acque (provenienti da acquedotti ed acque sorgive) al popolo; l'altro motivo è invece prettamente politico: i sovrani succeduti al trono, molto spesso, "regalavano" al popolo nuove e maestose fontane, a dimostrazione della loro generosità o simbolo del loro potere.

La fontana del Sebeto

La fontana del Nettuno

La Fontana della tazza di porfido, detta Fontana delle paparelle

La Fontana del Gigante è una delle fontane monumentali di Napoli; è locata nel Centro storico in Via Partenope, a poca distanza dal Castel dell'Ovo.

Napoli sotterranea ha quasi la stessa estensione della città che è sorta in superficie e rappresenta un'importante testimonianza archeologica e storica; è possibile effettuare visite guidate nel sottosuolo che mostrano la stratificazione del territorio della città nel corso della storia.


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