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Campania

NAPOLI

Capoluogo della regione Campania, Napoli è la più grande città del Sud Italia.

Situata lungo la costa, la città partenopea si sviluppa dalle pendici del Vesuvio fino ai Campi Flegrei.

La città storica è andata sviluppandosi preminentemente sulla costa; il primo nucleo della città fu costituito dall'isolotto di Megaride, ove coloni greci diedero avvio al primo emporio commerciale che comportò lo sviluppo della città odierna. Il territorio di Napoli è composto prevalentemente da colline, sulle quali sono nati veri e propri quartieri e/o rioni storici, ma anche da isole, insenature e penisole a strapiombo sul Mar Tirreno.

Pizza, Vesuvio e mandolino: sono le tre famose parole magiche che si associano a Napoli nella mentalità collettiva; forse anche più note dei suoi monumenti e della sua storia. Queste espressioni della napoletanità (tra cui anche il suo territorio e i suoi paesaggi tipici) sono annoverate e riconosciute tra i più classici simboli dell'Italia nell'immaginario collettivo internazionale.

Le tradizioni napoletane sono risapute, celebrate e a volte caricaturizzate in tutto il mondo. Anche Pulcinella, che è una maschera napoletana, fa parte del folklore partenopeo.

Musica, cinema (Toto'), teatro (Eduardo De Filippo) sono antiche e radicate tradizioni della città partenopea.

Napoli è una delle città mondiali a maggior densità di risorse culturali e monumenti che ne testimoniano la sua evoluzione storico-artistica; il centro storico, annoverato dall'Unesco tra i patrimoni dell'umanità, è il risultato di sovrapposizioni di stili architettonici, a racchiudere circa 2.800 anni di storia e a testimonianza delle varie civiltà che vi hanno soggiornato; su un territorio relativamente poco esteso sono presenti, tra gli altri, un grande numero di castelli, residenze reali, palazzi monumentali, chiese storiche e resti dell'età classica. L'eredità di questa storia millenaria si può comunque ammirare anche in tutta la città e nei suoi dintorni.

SALERNO

Capitale d’italia nel 1944, sede di una delle piu rinomate scuole mediche del medioevo, Salerno e’ il secondo capoluogo della regione Campania. Al centro tra le due costiere, amalfitana e cilentana, e’ l’ideale punto di partenza per qualsiasi itinerario turistico all’interno della regione.
La provincia offre alcune delle piu’ belle e conosciute localita’ al mondo: Amalfi, Positano, Ravello, Vietri, Paestum.
La città sorge sull'omonimo golfo del Mar Tirreno, tra la costiera Amalfitana (a ovest) e la piana di piana di Paestum (a sud), nel punto in cui la valle dell'Irno si apre verso il mare.
Dal punto di vista orografico il territorio comunale è molto variegato, si va dal livello del mare fino ad arrivare ai 953 metri del monte Stella. L'abitato si sviluppa lungo la costa e si estende verso l'interno fino alle colline retrostanti.
La città è attraversata dal fiume Irno, che fino alla metà del secolo scorso ne segnava il confine orientale e da cui, probabilmente, deriva il suo nome

 
All'inizio del 1944 l'Italia da Monte Cassino in su era ancora occupata dai tedeschi. In questo contesto la città di Salerno fu scelta per ospitare i primi governi del dopo fascismo: dal 10 febbraio al 15 luglio 1944 Salerno fu Capitale d'Italia.
L'11 febbraio 1944 si trasferì a Salerno il primo governo di Pietro Badoglio (Governo Badoglio I), a cui parteciparono due ministri salernitani (Giovanni Cuomo all'educazione nazionale e Raffaele Guariglia agli esteri). Il 27 aprile 1944 si riunì il primo Consiglio dei Ministri del governo di unità nazionale dopo la caduta di Benito Mussolini e del Fascismo, primo passo verso la restaurazione della democrazia in Italia.
Il ministro Cuomo, durante il Governo Badoglio II, ottenne la creazione del "Magistero" di Salerno con sede a Palazzo Pinto nell'antica "Via dei Mercanti". In questa forma si concretizzò la rinascita degli studi universitari a Salerno, dopo che - sciolta la Scuola Medica Salernitana nel periodo napoleonico - anche l'ultimo scampolo di università salernitana era stato abolito dal ministro Francesco De Sanctis subito dopo l'Unità d'Italia.
Ivanoe Bonomi (Governo Bonomi II), divenuto Presidente del Consiglio il 18 giugno 1944, sostituì Pietro Badoglio e realizzò con Togliatti la "Svolta di Salerno". Il 4 agosto 1944 Roma fu liberata dai Tedeschi ma il governo continuò a riunirsi a Salerno fino a metà agosto 1944, quando effettivamente si trasferì a Roma.
In questi cinque mesi di Salerno capitale, il Re Vittorio Emanuele III alloggiò a Villa Guariglia, una villa gentilizia a Raito frazione di Vietri sul Mare.
 
Il turismo, tra le potenziali risorse della città, è sicuramente quella più rilevante.
Salerno è in una posizione di cerniera tra la Costiera amalfitana e la Costiera Cilentana ed è prossima a luoghi turistici di richiamo internazionale (Pompei, Paestum, la Certosa di Padula, il Parco Nazionale del Cilento)
Il porto di Salerno è uno dei più attivi del Tirreno.
Esistono tratte passeggeri per: Malta, Tunisi, Messina e Palermo.



CASERTA

Terzo capoluogo della regione, Caserta sorge nell'entroterra campano al centro della piana del Volturno ed è celebre in tutto il mondo per la maestosa Reggia costruita nel Settecento da Luigi Vanvitelli.

Caserta sorge al limite nord orientale della pianura campana ed è chiusa, in parte, dalla catena dei monti Tifatini.
L’antica Galatia deve le proprie origini agli etruschi. Verso il 423 a.C. fu conquistata dai Sanniti e scelse di restare dalla parte di Annibale contro i Romani; per questo motivo fu punita, nel 211 a.C., con l’esproprio e la centuriazione, cioè la suddivisione di tutto il territorio in grandi appezzamenti quadrati. Sino alla caduta dell’Impero Romano, dopo il 476 d.C., Galatia rimase una colonia. Con le successive invasioni barbariche la città cominciò il suo lento declino sino alla devastante distruzione dell’863 d.C. ad opera di Pandone il Rapace che costrinse gli abitanti dell’antica città a rifugiarsi sulle vicine alture.
Tutto il periodo della dominazione Longobarda fu interessato da violente lotte di successione: di questo periodo è il torrione quadrangolare attorno al quale sorse un centro urbano.
Caserta, con le invasioni normanne, fu assoggettata ai nuovi signori sotto forma di contea, si costituì allora lo Stato casertano, si introdussero il feudalesimo e la cavalleria e nel 1113 si diede il via alla costruzione di una Cattedrale.
La città visse un periodo di notevole sviluppo durante il regno del conte Roberto e, dopo la Cattedrale, furono costruiti il Palazzo Vescovile e la Casa Canonica che definirono l’impianto rettangolare della piazza.
Successivamente il regno passò nelle mani degli Svevi, degli Angioini poi di Alfonso V d’Aragona. Caterina Della Ratta sposò Cesare d’Aragona, figlio naturale del re, che affrontò, prima, le truppe di Carlo VIII e, successivamente, quelle di Luigi XII. Sconfitto dai francesi fu costretto all’esilio sino alla morte nel 1504.
Nel 1509 Caterina Della Ratta si sposò di nuovo con Andrea Matteo Acquaviva, duca d’Atri e conte di Conversano, uno dei feudatari più ricchi del regno, col quale ebbe inizio la Signoria degli Acquaviva che continuò sino al 1634. Dopo il proprio matrimonio con Caterina Della Ratta egli concordò anche il matrimonio fra il nipote Giulio Antonio e la pronipote della contessa di Caserta, Anna Gambacorta. I nuovi signori arricchirono e rinforzarono il castello e la città aggiungendo una nuova cinta muraria e diverse torri.
Il periodo di maggiore sviluppo del villaggio presso la torre arrivò con Giulio Antonio e Andrea Matteo che divenne principe, mentre l’antico borgo medievale continuò il suo lento declino. Caserta dovette affrontare molte traversie fra cui la peste del 1656 che decimò la popolazione.
A partire dal 1734 Caserta, con l’arrivo di Carlo di Borbone, visse un periodo di splendore e vide la costruzione del Palazzo Reale e una generale riedificazione della città. Caserta assunse così i tratti di una città di corte e ben presto anche la sede diocesana si trasferì dando vita a una nuova Cattedrale. Con Ferdinando II Caserta visse un nuovo sviluppo e divenne il centro della vita di corte e degli affari di stato.
Dopo la sconfitta dell’esercito borbonico nella battaglia di Volturno, Garibaldi pose il suo quartier generale a Caserta. La vittoria di Garibaldi portò all’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna. Dal 1860 al 1919 seguì il periodo legato alle vicende dei Savoia. Dal 1926 sino al 1943 fu sede dell’Accademia dell’Aeronautica Militare Italiana, nel dicembre del 1943, dopo lo sbarco a Salerno, fu occupata dalle truppe alleate. Nel 1945 accolse i plenipotenziari che vi firmarono la resa delle armi germaniche in Italia.
La vita economica di Caserta è, ed è sempre stata, dominata dall’aspetto agricolo anche se, negli anni Sessanta fino alla fine degli anni Settanta, si è assistito ad una notevole industrializzazione, caratterizzata dallo sviluppo di piccole e grandi industrie fra cui spiccano per importanza quelle manifatturiere.
Il Borgo di Caserta vecchia, piccolo e quasi estraneo al naturale sviluppo della città, custodisce le testimonianze della sua storia e della sua arte.
Tra le tradizioni artigianali campane di particolare importanza risultano le sete di San Leucio, poco distante da Caserta. Dal 1991 è sede della seconda Università di Napoli.

AVELLINO

La provincia di Avellino, si estende nella parte centro-orientale della Campania. La città è situata nel cuore di una grande conca dell'Appennino Campano dominata dai massicci montuosi dei Picentini e del Partenio ed è circondata a nord-est dal Montevergine, il più importante e famoso monte del Partenio, che è meta di molti pellegrinaggi per venerare la Madonna di Montevergine nel santuario benedettino del XII secolo posto sul monte a 1270 m.

BENEVENTO

Quarto capoluogo della Campania, città sannitica, romana, longobarda e poi pontificia, Benevento vanta un buon patrimonio storico ed archeologico. Una leggenda che risale al medioevo la vuole la "città delle streghe", fama che sopravvive ancora oggi.

La città si trova nell'entroterra appenninico della Campania, nella parte meridionale della regione storica del Sannio, in una posizione quasi equidistante dai mari Tirreno e Adriatico.

È posta in una conca circondata da colline; ad ovest in particolare, oltre la Valle Vitulanese, si trova il massiccio del Taburno Camposauro: le sue cime, viste dalla città, disegnano la sagoma di una donna distesa, la Dormiente del Sannio.

Dalla parte più alta della città si possono scorgere le cime del Monte Mutria e del Matese a nord-ovest, l'alta cortina del Partenio con il monte Avella a sud, il brullo Trimunzio montecalvese a sud-est e le appendici dei Monti Dauni a est.

La città è attraversata da due fiumi: il Calore, affluente del Volturno, e il Sabato, che confluisce nel Calore in contrada Pantano, poco ad ovest del centro cittadino.

Il territorio su cui si estende la città è piuttosto ondulato. Il suo centro infatti si eleva su una collina nel mezzo della vallata, ed alcune contrade sorgono su altre colline circostanti. L'altezza media sul livello del mare è pari a 135 m, con una minima di 80 m ed una massima di 495 m, pari ad un'escursione di 415 m.